Pubblicità ingannevole: esempi, pratica commerciale scorretta, segnalazione AGCM: scopri come un avvocato dei consumatori può tutelarti online

Pubblicità ingannevole: esempi, segnalazione AGCM e tutela con un avvocato online

20 Giugno 2026

Avv. Davide Bonomi

Hai acquistato un prodotto che si è rivelato diverso da come veniva promesso? La pubblicità ingannevole è più diffusa di quanto immagini ed ogni anno coinvolge migliaia di consumatori ed imprese. In questa guida trovi una spiegazione chiara di cosa sia, alcuni esempi di pubblicità ingannevole ricorrenti, quando si parla di pratica commerciale scorretta e come tutelarti, anche attraverso una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che oggi si può presentare interamente online. Ti spiego inoltre quando conviene farti assistere da un avvocato dei consumatori e come io, avvocato civilista online, gestisco queste procedure in modo digitale, da remoto e senza carta.

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1. Che cos’è la pubblicità ingannevole

Sul piano normativo, la pubblicità ingannevole è quella che, in qualunque modo e anche attraverso la sua presentazione complessiva, induce o può indurre in errore i destinatari, influenzandone il comportamento economico oppure arrecando pregiudizio ad un concorrente (art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 145/2007). L’inganno può riguardare il prezzo, le caratteristiche del prodotto, la sua reale disponibilità oppure i risultati promessi.

Occorre però una precisazione importante. Nei rapporti con i consumatori, la pubblicità ingannevole costituisce di norma una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo; tra imprese e professionisti concorrenti, invece, si applica la disciplina specifica del D.Lgs. 145/2007. Riconoscere questi messaggi è il primo passo per la tutela dei consumatori e, dove ne ricorrano i presupposti, per ottenere anche il risarcimento del danno.

2. Esempi di pubblicità ingannevole: i casi più ricorrenti

Capire la teoria è utile, ma sono i casi pratici a far scattare il campanello d’allarme. Ecco alcuni esempi di pubblicità ingannevole tra i più frequenti, molti dei quali sono stati più volte oggetto di interventi e provvedimenti dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

2.1 Sconti gonfiati e prezzi civetta

Uno dei casi più diffusi riguarda i finti ribassi: il prezzo viene alzato poco prima di una promozione, per poi essere “scontato” su un valore mai realmente praticato. È una forma classica di messaggio ingannevole, particolarmente comune nell’e-commerce e nelle vendite stagionali.

2.2 Promesse miracolose ed omissioni

Integratori presentati come cure infallibili, cosmetici che garantiscono risultati impossibili, dispositivi dalle prestazioni irrealistiche. A questi si aggiungono le omissioni ingannevoli, cioè la mancata indicazione di informazioni che il consumatore avrebbe bisogno di conoscere prima di acquistare. Anche tacere un dato essenziale, infatti, può integrare una pratica commerciale scorretta.

2.3 Greenwashing e recensioni false

Sempre più frequenti sono le dichiarazioni ambientali generiche o non verificabili, il cosiddetto greenwashing, e le recensioni false costruite per gonfiare la reputazione di un prodotto. Sul tema è intervenuta la Direttiva (UE) 2024/825 (“Empowering Consumers for the Green Transition”), che rafforza la tutela dei consumatori contro le dichiarazioni ambientali vaghe o fuorvianti ed amplia l’elenco delle pratiche considerate ingannevoli. Tutti questi esempi di pubblicità ingannevole hanno un tratto comune: sfruttano la disattenzione o la fiducia di chi acquista per orientarne le scelte.

3. Pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta: cosa dice la legge

Sul piano giuridico occorre distinguere due binari, perché la tutela cambia a seconda di chi subisce il danno.

Per i consumatori, la pubblicità ingannevole rientra di regola nelle pratiche commerciali scorrette disciplinate dagli artt. 18-27 del Codice del Consumo, che vietano i comportamenti idonei a falsare le decisioni di acquisto del consumatore medio. Una pratica commerciale scorretta può essere ingannevole, quando induce in errore, oppure aggressiva, quando condiziona indebitamente la volontà di chi acquista.

Per le imprese ed i professionisti, invece, la tutela contro la pubblicità ingannevole tra concorrenti è affidata al D.Lgs. 145/2007, che impone alla pubblicità di essere palese, veritiera e corretta.

Quanto alle conseguenze, nei casi più gravi, soprattutto nell’ambito delle pratiche commerciali scorrette rivolte ai consumatori, l’AGCM può applicare sanzioni amministrative anche molto elevate, fino a 10 milioni di euro nei casi previsti dalla legge (art. 27 Codice del Consumo). Per le aziende, inoltre, la pubblicità scorretta di un concorrente può aprire la strada a un’azione per concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 c.c. ed alla richiesta di risarcimento del danno davanti al giudice ordinario.

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4. Come fare una segnalazione AGCM, anche online

Se ritieni di essere vittima di un messaggio pubblicitario ingannevole, hai a disposizione uno strumento concreto: la segnalazione AGCM, cioè la segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La segnalazione è gratuita e non richiede formalità particolari.

La segnalazione AGCM per pubblicità ingannevole può essere presentata da consumatori, avvocati, associazioni ed imprese che ritengano lesi i propri interessi da una pratica commerciale scorretta o da un messaggio pubblicitario ingannevole.

4.1 La procedura digitale passo dopo passo

La segnalazione AGCM si può inviare via PEC oppure compilando il modulo dedicato direttamente online, dal sito dell’Autorità. È la via più rapida ed efficiente, perfettamente in linea con un approccio paperless.

Va però chiarito un aspetto spesso frainteso: l’invio della segnalazione non comporta automaticamente l’apertura di un procedimento. L’AGCM riceve un numero molto elevato di segnalazioni e valuta in modo discrezionale quali pratiche approfondire, decidendo se avviare o meno un’istruttoria. Per questo una segnalazione AGCM ben costruita, con prove ordinate ed argomentazioni solide, ha maggiori probabilità di fornire all’Autorità elementi utili per valutare l’eventuale avvio di un procedimento.

Preferisci che me ne occupi io, dall’analisi del caso alla redazione della segnalazione? Richiedi un preventivo gratuito ed in poche ore saprai come muoverti.

5. Che cosa puoi ottenere se sei vittima di pubblicità ingannevole

Dopo aver visto i principali esempi di pubblicità ingannevole, vediamo ora che cosa puoi ottenere se ne sei vittima. Riconoscere questi esempi di pubblicità ingannevole è utile, ma il passo successivo è capire quali tutele hai a disposizione. Molti pensano che, una volta inviata la segnalazione, il problema si risolva da solo. In realtà i due piani restano distinti. Da un lato, l’AGCM può vietare la diffusione del messaggio ed applicare una sanzione all’impresa; dall’altro, il tuo interesse economico personale, cioè recuperare ciò che hai pagato o essere risarcito, va fatto valere separatamente, di solito in sede civile.

I rimedi disponibili dipendono dalle caratteristiche concrete del caso. In determinate circostanze può essere possibile chiedere l’annullamento del contratto (ad esempio per dolo, art. 1439 c.c., oppure per errore essenziale e riconoscibile, artt. 1428 e seguenti c.c.), la risoluzione per inadempimento o altri rimedi previsti dalla legge e dal Codice del Consumo. Non esiste, quindi, alcun automatismo: la strada corretta va individuata in base alla singola vicenda.

Va inoltre ricordato che la sanzione dell’AGCM non produce di per sé alcun risarcimento. L’eventuale risarcimento del danno da pubblicità ingannevole richiede normalmente la prova del danno subito e del nesso causale con il comportamento illecito. Proprio per questo conviene far valutare la tua posizione il prima possibile: i termini per agire non sono illimitati ed aspettare troppo può far perdere il diritto al risarcimento.

6. Quando rivolgerti ad un avvocato dei consumatori

La segnalazione all’Autorità non richiede l’assistenza di un legale, ma questo non significa che farne a meno sia sempre la scelta migliore. Un avvocato dei consumatori serve proprio dove la procedura “fai da te” si ferma: nella costruzione della prova, nella corretta qualificazione giuridica del caso e, soprattutto, nella richiesta di risarcimento del danno.

Per le aziende che subiscono la pubblicità scorretta di un concorrente, il supporto di un avvocato esperto è ancora più importante, perché entrano in gioco la concorrenza sleale ed azioni risarcitorie spesso di valore significativo. In altre parole, un avvocato esperto in tutela dei consumatori trasforma una semplice segnalazione in una strategia di tutela completa, orientata al risultato.

7. I vantaggi di un avvocato dei consumatori online e paperless

Scegliere un avvocato dei consumatori non deve per forza significare carta, code ed appuntamenti in studio. Il mio metodo nasce per farti risparmiare tempo e denaro. Come avvocato civilista online, gestisco queste pratiche in modo interamente digitale ed a distanza: niente carta, niente code, niente spostamenti per raggiungere lo studio.

Tu mi invii i documenti in formato digitale, io analizzo il caso, predispongo la segnalazione AGCM o le altre azioni necessarie e ti aggiorno da remoto. Le procedure diventano più snelle e veloci grazie alla digitalizzazione, ed il servizio è disponibile in tutta Italia, ovunque tu sia. La consulenza si svolge online, in videochiamata, con la stessa serietà di un incontro in studio ma con molta più comodità.

8. Prenota la tua consulenza legale online

Se sospetti di essere stato vittima di una pratica commerciale scorretta o di un messaggio pubblicitario ingannevole, non aspettare che i termini scadano. Prenota una consulenza legale online con me, avvocato civilista Davide Bonomi: analizzeremo insieme il tuo caso ed individueremo la strategia più efficace, dalla segnalazione AGCM all’eventuale richiesta di risarcimento.

Vuoi prima un’idea di costi e tempi? Richiedi un preventivo gratuito: è semplice, veloce ed a distanza, esattamente come tutto il mio metodo di lavoro.

9. Domande frequenti sulla pubblicità ingannevole

9.1 Che cos’è una pubblicità ingannevole?

È un messaggio pubblicitario che induce o può indurre in errore i destinatari sul prezzo, sulle caratteristiche o sui risultati di un prodotto o servizio, condizionandone le scelte economiche. Nei rapporti con i consumatori costituisce di norma una pratica commerciale scorretta vietata dal Codice del Consumo.

9.2 Come fare una segnalazione AGCM?

Puoi presentare la segnalazione AGCM compilando il modulo online sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato oppure inviandola via PEC. È utile allegare prove chiare (screenshot, contratti, materiale pubblicitario) e descrivere i fatti in modo preciso e dettagliato.

9.3 Quanto costa segnalare una pubblicità ingannevole?

La segnalazione all’AGCM è gratuita e non richiede l’assistenza obbligatoria di un avvocato. Rivolgersi ad un avvocato dei consumatori resta però consigliabile quando si vuole costruire una pratica solida o chiedere il risarcimento del danno.

9.4 Posso ottenere un risarcimento per una pubblicità ingannevole?

Sì, ma non in modo automatico. Il risarcimento del danno da pubblicità ingannevole va richiesto in sede civile e presuppone la prova del danno effettivamente subito e del nesso causale con la condotta illecita.

9.5 Entro quanto tempo devo agire?

I termini variano in base al rimedio scelto (annullamento, risoluzione, risarcimento). Ad esempio, l’azione di annullamento del contratto per dolo deve essere esercitata entro cinque anni dalla scoperta del dolo (art. 1442 c.c.), mentre per altri rimedi possono trovare applicazione termini differenti. Poiché attendere può far perdere i propri diritti, è consigliabile far valutare il caso da un avvocato il prima possibile.

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