Scopri cos’è l’opposizione (anche tardiva) a decreto ingiuntivo, quando c'è la mediazione obbligatoria, coem chiedere la sospensione provvisoria dell’esecuzione e le conseguenze di un decreto ingiuntivo non opposto

Opposizione a decreto ingiuntivo: come difendersi e in quanto tempo

28 Agosto 2026

Avv. Davide Bonomi

Ti è arrivata la notifica di un decreto con cui un giudice ti ordina di pagare una somma. La prima domanda è quasi sempre la stessa: ho ricevuto un decreto ingiuntivo, cosa devo fare? La risposta, quando ritieni di non dover pagare o l’importo è sbagliato, è l’opposizione a decreto ingiuntivo. In questa guida ti spiego i termini per proporla e come si presenta l’atto. Vediamo poi quando interviene la mediazione obbligatoria e chi deve avviarla, la sospensione provvisoria dell’esecuzione e che cosa accade con l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo o con un decreto ingiuntivo non opposto. Come avvocato civilista assisto privati ed imprese, gestendo la pratica interamente online.

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1. Ho ricevuto un decreto ingiuntivo: che cosa significa

Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che il giudice emette su richiesta del creditore, senza averti prima ascoltato. È una procedura rapida, pensata per i crediti documentati, ma non è una condanna definitiva. Il contraddittorio, cioè il confronto tra le parti, si apre solo se tu lo attivi. Lo strumento per farlo è l’opposizione a decreto ingiuntivo.

Proporre opposizione significa dare avvio a un vero e proprio giudizio, nel quale il creditore dovrà dimostrare il proprio diritto. Puoi contestare l’esistenza del credito, il suo importo, la prescrizione, un pagamento già effettuato o vizi della procedura. Ignorare l’atto, invece, è la scelta più pericolosa, per le ragioni che vedremo.

2. Opposizione a decreto ingiuntivo: i termini per agire

Il punto più delicato è il tempo. L’opposizione va proposta entro il termine indicato nel decreto, che di regola è di quaranta giorni dalla notifica (art. 641 c.p.c.). Per giusti motivi il giudice può fissarlo in misura ridotta o aumentata, e sono previsti termini più ampi quando l’intimato risiede all’estero. La prima verifica riguarda quindi il decreto e la data in cui è stato notificato.

Il termine è perentorio. Se scade senza opposizione, il decreto può essere dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c. e non è più contestabile nel merito, salvo i rimedi eccezionali previsti dalla legge. Ecco perché, appena ricevuto l’atto, conviene calcolare subito il termine e non attendere gli ultimi giorni per organizzare la difesa.

3. Come si propone l’opposizione a decreto ingiuntivo

L’opposizione si propone, nel rito ordinario, con un atto di citazione notificato al creditore, davanti allo stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto (art. 645 c.p.c.): il tribunale o il giudice di pace competente. Nei procedimenti soggetti a riti speciali, come quello del lavoro, la forma dell’atto va verificata in base alla materia. Con l’opposizione si apre il giudizio ordinario, nel quale le posizioni processuali si ridefiniscono.

Anche se il debitore assume formalmente il ruolo di attore, il creditore opposto conserva l’onere di provare i fatti costitutivi del credito. Il debitore deve invece dimostrare i fatti estintivi, modificativi o impeditivi che invoca, come il pagamento già eseguito, la compensazione o la prescrizione. Nell’atto vanno esposti tutti i motivi di contestazione. In presenza dei relativi presupposti, l’opponente può formulare anche domande verso il creditore, ad esempio una domanda risarcitoria collegata allo stesso rapporto, ma ammissibilità e termini vanno valutati con attenzione.

4. Mediazione obbligatoria nell’opposizione a decreto ingiuntivo

In alcune materie il giudizio è soggetto alla mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità, confermata dalla riforma Cartabia. Attenzione, però, ad un equivoco molto diffuso: non devi avviare la mediazione prima di opporti. L’atto di opposizione va notificato entro il termine indicato nel decreto, mentre la mediazione interviene dopo, come fase del giudizio già instaurato.

Una volta aperto il giudizio, il giudice decide sulle richieste di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione. Solo a quel punto scatta l’onere di promuovere la mediazione obbligatoria, ed è un onere che grava sul creditore opposto, cioè sulla parte che aveva chiesto il decreto ingiuntivo. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 19596/2020) e oggi lo prevede espressamente la disciplina riformata dalla Cartabia.

La conseguenza è rilevante per chi si difende: se il creditore non promuove la mediazione obbligatoria nei termini, il giudice dichiara improcedibile la domanda proposta con il ricorso per decreto ingiuntivo e revoca il decreto opposto. La mediazione non è quindi un adempimento preliminare a carico del debitore, ma una fase successiva del giudizio, il cui corretto svolgimento va attentamente monitorato. Puoi approfondire nel mio articolo sulla mediazione obbligatoria online.

5. Sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto

Alcuni decreti sono provvisoriamente esecutivi: il creditore può quindi agire immediatamente, anche prima della conclusione del giudizio di opposizione. In questi casi la sola opposizione non ferma l’esecuzione.

Puoi però chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione provvisoria quando ricorrono gravi motivi (art. 649 c.p.c.); è la cosiddetta sospensione provvisoria dell’esecuzione. La concessione non è automatica: il giudice valuta sia la consistenza delle contestazioni sia il pregiudizio derivante dall’immediata esecuzione. Se la sospensione viene concessa, l’esecuzione fondata sul decreto non può essere iniziata o proseguita finché il provvedimento resta efficace. Gli atti esecutivi eventualmente già compiuti, però, non vengono automaticamente eliminati.

L’istanza di sospensione provvisoria dell’esecuzione va presentata tempestivamente, spesso già con l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, e motivata in modo puntuale: non basta affermare di non voler pagare, occorre indicare ragioni concrete e documentate.

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6. Opposizione tardiva a decreto ingiuntivo

Che cosa accade se scopri il decreto quando il termine è già scaduto? La legge prevede l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo (art. 650 c.p.c.), ammessa quando non hai avuto tempestiva conoscenza dell’atto per irregolarità della notifica, per caso fortuito o per forza maggiore.

Non basta un semplice vizio formale della notifica: occorre che quel vizio o quell’impedimento abbia concretamente impedito di opporsi nei termini. Il rimedio non è quindi una seconda possibilità per chi ha lasciato scadere il termine per disattenzione. Va attivato subito e non è più ammesso una volta decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione, che di regola è il pignoramento; il precetto, invece, precede l’esecuzione e non coincide con il primo atto esecutivo. Un’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo proposta senza i presupposti richiesti è inammissibile: per questo occorre esaminare subito la relata di notifica, il modo in cui hai conosciuto il decreto e gli eventuali atti esecutivi ricevuti.

7. Decreto ingiuntivo non opposto: cosa succede

Se non viene proposta opposizione, il decreto ingiuntivo non opposto può essere dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c., salvo che fosse già provvisoriamente esecutivo. A quel punto il creditore può notificarti un atto di precetto e, in mancanza di pagamento, avviare l’esecuzione forzata, ad esempio con il pignoramento del conto corrente. È l’esito tipico di un’opposizione a decreto ingiuntivo non proposta nei termini.

Esiste però una tutela particolare per i decreti fondati su contratti tra un professionista ed un consumatore. Se il decreto non contiene un effettivo controllo sulle eventuali clausole abusive, il giudice dell’esecuzione può essere tenuto a svolgerlo anche dopo la mancata opposizione e, in determinate condizioni, il consumatore può essere rimesso in termini per contestare quelle clausole. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite (sentenza n. 9479/2023), sulla scia della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Ecco perché la domanda “dopo il decreto ingiuntivo cosa succede” ha una sola risposta prudente: non ignorare mai l’atto. Anche quando il credito ti sembra fondato, un esame tempestivo apre delle alternative. Puoi valutare una definizione bonaria, una rateizzazione o la contestazione dell’importo, evitando che la situazione degeneri nell’esecuzione.

8. Come ti assisto online

Il mio studio lavora in modalità digitale. Tu mi invii per email o PEC il decreto ricevuto, con la relativa notifica ed i documenti del rapporto. Io calcolo il termine e verifico la fondatezza della pretesa. Ti dico poi se conviene proporre opposizione a decreto ingiuntivo, chiedere la sospensione o percorrere una soluzione concordata. Predispongo l’atto, curo la mediazione e ti seguo nel giudizio. Ci confrontiamo in consulenza legale online, ed il preventivo ti viene indicato prima di iniziare.

9. Domande frequenti

Ho ricevuto un decreto ingiuntivo, cosa devo fare per prima cosa?
Verificare la data della notifica e calcolare il termine per l’opposizione, di regola quaranta giorni. Poi far esaminare l’atto ed i documenti del credito per decidere la strategia.

Quanto tempo ho per l’opposizione a decreto ingiuntivo?
Di norma quaranta giorni dalla notifica del decreto. Il termine può variare in casi particolari, quindi va sempre verificato sull’atto ricevuto.

Devo avviare la mediazione prima di fare opposizione?
No. L’opposizione va proposta entro il termine indicato nel decreto. Nelle materie soggette a mediazione obbligatoria il procedimento si avvia dopo l’instaurazione del giudizio, e l’onere grava di regola sul creditore opposto.

Posso fermare il pignoramento se il decreto è esecutivo?
Puoi chiedere al giudice la sospensione provvisoria dell’esecuzione per gravi motivi. Se concessa, il creditore non può iniziare o proseguire l’esecuzione, ma gli atti già compiuti non vengono automaticamente cancellati.

Ho scoperto il decreto in ritardo: posso ancora oppormi?
In alcuni casi sì, con l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo. Occorre però dimostrare di non aver avuto tempestiva conoscenza dell’atto per un motivo previsto dalla legge.

Che cosa comporta un decreto ingiuntivo non opposto?
Se non viene proposta opposizione, il decreto può essere dichiarato esecutivo, salvo che lo fosse già. Il creditore può quindi notificare il precetto e avviare l’esecuzione forzata.

10. Conclusione

L’opposizione a decreto ingiuntivo è un diritto, ma è un diritto a tempo. La differenza tra difendersi e subire dipende quasi sempre da quanto in fretta si agisce. Raccontami il tuo caso, con il decreto e la notifica alla mano: calcolo il termine, valuto le contestazioni possibili e ti indico la strada più efficace.

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