Hai ricevuto un atto di precetto e non sai come muoverti? Oppure devi recuperare un credito? In questa guida ti spiego che cos’è l’atto di precetto, come funziona la sua notifica, il compenso dell’avvocato, il termine per l’opposizione e come opera quando è emesso su decreto ingiuntivo. Sono un avvocato civilista online e, quando possibile, gestisco l’intera procedura da remoto, senza carta e senza spostamenti.
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Indice
- 1. Atto di precetto: cos’è ed a cosa serve (art. 480 c.p.c.)
- 2. Il precetto non è ancora un pignoramento
- 3. Su quale titolo si fonda: cos’è l’atto di precetto su decreto ingiuntivo ed altri titoli
- 4. La notifica dell’atto di precetto, anche via PEC
- 5. Quanto costa un precetto: il compenso dell’atto di precetto e le spese
- 6. Ho ricevuto un atto di precetto: cosa devo fare?
- 7. Opposizione a precetto: termini e come difendersi
- 8. Efficacia e rinnovazione del precetto (art. 481 c.p.c.)
- 9. Come far notificare un precetto: il lato del creditore
- 10. Perché affidarti ad un avvocato civilista online
- 11. Domande frequenti
- 12. Conclusione
1. Atto di precetto: cos’è ed a cosa serve (art. 480 c.p.c.)
Partiamo da che cos’è l’atto di precetto. È l’intimazione, rivolta al debitore, ad adempiere un obbligo entro un termine non inferiore a dieci giorni. In mancanza, il creditore può passare all’esecuzione forzata, cioè al pignoramento. Il precetto si fonda sempre su un titolo esecutivo e deve contenere l’avvertimento previsto dall’art. 480 c.p.c.. Con questo avviso si informa il debitore della possibilità di porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice.
Il precetto deve poi identificare le parti ed indicare il titolo esecutivo. Se il titolo è stato notificato separatamente, va precisata anche la data della notificazione. Occorrono inoltre l’intimazione ad adempiere, l’avvertimento dell’esecuzione forzata e l’indicazione del giudice competente. La mancanza dei requisiti previsti a pena di nullità può invalidare l’atto; per altre omissioni la legge prevede conseguenze specifiche.
2. Il precetto non è ancora un pignoramento
Molti confondono i due atti. Ricevere un precetto, però, non significa che il conto corrente o lo stipendio siano già stati pignorati. Il precetto precede il pignoramento e ti lascia un ultimo intervallo per pagare, negoziare o valutare l’opposizione con un avvocato. Trascorso il termine, il creditore può iniziare l’esecuzione, salvo che intervengano il pagamento, un accordo o un provvedimento di sospensione.
3. Su quale titolo si fonda: cos’è l’atto di precetto su decreto ingiuntivo ed altri titoli
L’atto di precetto su decreto ingiuntivo è uno dei casi più frequenti. Il precetto può essere notificato quando il decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo. Lo stesso vale dopo la dichiarazione di esecutorietà, in caso di mancata opposizione o all’esito del giudizio. Non è però l’unico titolo: possono fondare il precetto anche una sentenza di condanna, una cambiale o un assegno che abbiano efficacia esecutiva. Quando il decreto è dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 654 c.p.c., di regola non occorre notificarlo di nuovo, purché l’atto di precetto su decreto ingiuntivo riporti le indicazioni richieste dalla legge.
4. La notifica dell’atto di precetto, anche via PEC
La notifica dell’atto di precetto è un passaggio delicato. Di regola l’esecuzione va preceduta dalla notifica del titolo esecutivo e del precetto. I due atti possono essere notificati insieme, oppure prima il titolo e poi il precetto. Dopo la riforma Cartabia non è più necessaria la tradizionale spedizione in forma esecutiva: si utilizza una copia del titolo attestata conforme all’originale o, quando disponibile, il duplicato informatico.
Se il destinatario dispone di un domicilio digitale risultante da un pubblico elenco, l’avvocato esegue normalmente la notifica dell’atto di precetto in via telematica, secondo la legge n. 53/1994. In questi casi gestisco la notifica dell’atto di precetto via PEC, senza ricorrere all’UNEP. Se invece il debitore è un privato privo di domicilio digitale utilizzabile, la notifica segue le altre forme di legge, anche tramite l’UNEP. Un vizio della notifica dell’atto di precetto, del resto, può determinarne la nullità o fondare un’opposizione agli atti esecutivi.
5. Quanto costa un precetto: il compenso dell’atto di precetto e le spese
Dopo aver capito cos’è l’atto di precetto, veniamo ai costi. Nel precetto il creditore può chiedere, oltre al capitale ed agli interessi, anche le spese sostenute. Può aggiungere inoltre il compenso dell’atto di precetto relativo alla sua redazione e notificazione dell’atto, determinato tenendo conto dei parametri forensi di cui al D.M. n. 55/2014 e successive modifiche. In pratica, chi riceve il precetto si vede intimare anche il compenso dell’atto di precetto e le spese. I parametri prevedono valori differenziati per scaglione, ferma restando la valutazione del caso concreto e l’accordo tra avvocato e cliente.
Quell’importo, tuttavia, non è definitivo né incontestabile. Può essere contestato dal debitore quando non sia dovuto o risulti determinato in modo non corretto e, in tal caso, sottoposto alla verifica del giudice. Conoscere in anticipo il compenso dell’atto di precetto aiuta a scegliere se pagare, negoziare o opporsi. Nel mio studio è sempre concordato prima, con un preventivo chiaro.
6. Ho ricevuto un atto di precetto: cosa devo fare?
Se hai ricevuto un atto di precetto, devi agire con rapidità. Di regola il creditore non può iniziare l’esecuzione prima che sia decorso il termine indicato nel precetto, non inferiore a dieci giorni. Fa eccezione il caso in cui il giudice abbia autorizzato l’esecuzione immediata (art. 482 c.p.c.).
I termini e le modalità per opporsi dipendono, invece, dal tipo di contestazione. Le strade percorribili sono tre: pagare, negoziare con il creditore oppure opporti. Il primo passo è sempre far esaminare il precetto e il titolo da un avvocato, perché spesso emergono vizi di forma o importi non dovuti.
6.1 Cosa possono pignorare
In molti si chiedono cosa possano pignorare con un atto di precetto. In caso di mancato pagamento, il creditore può aggredire il conto corrente, una quota dello stipendio o della pensione, i crediti verso terzi ed i beni mobili o immobili. Per i crediti ordinari lo stipendio è pignorabile entro il limite di un quinto. Per la pensione, invece, va rispettato il minimo impignorabile, pari al doppio dell’assegno sociale e comunque non inferiore a 1.000 euro: solo l’eccedenza può essere aggredita. Regole particolari valgono, infine, quando stipendio o pensione sono già stati accreditati sul conto.
6.2 Si può rateizzare un atto di precetto?
Una domanda molto frequente è se si possa rateizzare un atto di precetto. In senso stretto no, ma puoi negoziare un piano di rientro con il creditore. Se il pignoramento è già iniziato, puoi valutare la conversione del pignoramento prevista dall’art. 495 c.p.c..
L’istanza va presentata prima della vendita o dell’assegnazione, con il deposito di almeno un sesto dei crediti considerati dalla norma, al netto dei pagamenti già documentati. Sarà poi il giudice a fissare l’importo complessivo. In caso di pignoramento di beni mobili o immobili, potrà concedere per giustificati motivi una rateizzazione fino a 48 mesi.
Devi recuperare un credito con un precetto?
Lo predispongo e lo notifico, anche via PEC quando possibile
7. Opposizione a precetto: termini e come difendersi
Se ritieni il precetto ingiusto puoi proporre opposizione, ma il termine per l’opposizione a precetto dipende dal tipo di contestazione. Con l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) contesti il diritto stesso del creditore a procedere: ad esempio perché hai già pagato, il titolo non è esecutivo o la somma non è dovuta. Prima dell’inizio del pignoramento non è previsto un termine fisso di venti giorni. Occorre però intervenire tempestivamente e, se ne ricorrono i presupposti, chiedere la sospensione. Dopo l’inizio dell’esecuzione, invece, cambiano la forma dell’opposizione, il giudice competente e i limiti temporali.
Con l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) contesti invece i vizi formali del titolo, del precetto o della notifica. In questo caso, per i vizi del titolo o del precetto, il termine per l’opposizione a precetto è di regola di venti giorni dalla relativa notificazione ed è perentorio. Per gli altri atti esecutivi la decorrenza si individua secondo le regole dell’art. 617 c.p.c. Proprio perché il termine per l’opposizione a precetto varia da caso a caso, conviene far esaminare subito il precetto da un avvocato.
8. Efficacia e rinnovazione del precetto (art. 481 c.p.c.)
Il precetto non conserva efficacia a tempo indeterminato. Se entro 90 giorni dalla notifica l’esecuzione non viene iniziata, diventa inefficace (art. 481 c.p.c.). Se però contro il precetto viene proposta opposizione, il termine di efficacia resta sospeso e riprende poi a decorrere secondo la norma. Quando il precetto perde efficacia, il creditore deve notificare un nuovo precetto (in rinnovazione), fondato sullo stesso titolo che resta valido.
9. Come far notificare un precetto: il lato del creditore
Se sei tu il creditore, l’atto di precetto è lo strumento per passare all’incasso. Predispongo il precetto sul tuo titolo, spesso un atto di precetto su decreto ingiuntivo. Quando ne ricorrono i presupposti, lo notifico via PEC; negli altri casi organizzo la notificazione tramite l’UNEP o con le forme consentite. Anche il recupero del credito successivo si gestisce in gran parte online, senza che tu debba venire in studio.
10. Perché affidarti ad un avvocato civilista online
Il mio studio legale è digitale per scelta. Ricevo copia del precetto ed il titolo via email o PEC, analizzo la documentazione e ti dico subito se convenga pagare, negoziare od opporsi. Predispongo l’eventuale opposizione e curo telematicamente tutti gli adempimenti che possono essere gestiti online, individuando la forma corretta ed il giudice competente. Ci confrontiamo in consulenza legale online, comodamente in videochiamata. E prima di iniziare ricevi sempre un preventivo chiaro e gratuito.
11. Domande frequenti
Cos’è un atto di precetto?
È l’intimazione ad adempiere entro un termine non inferiore a dieci giorni, prima dell’esecuzione forzata, fondata su un titolo esecutivo.
Qual è il termine per l’opposizione a precetto?
Per i vizi formali del titolo o del precetto, l’opposizione (art. 617 c.p.c.) va proposta di norma entro venti giorni dalla notificazione. L’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) segue invece regole diverse.
Quanto costa?
Il compenso dell’atto di precetto viene determinato tenendo conto dei parametri forensi e del valore del credito, oltre alle spese, e può essere contestato se non dovuto o non correttamente calcolato.
Si può rateizzare un atto di precetto?
Non direttamente. Dopo l’inizio del pignoramento si può chiedere la conversione ex art. 495 c.p.c.: in caso di pignoramento di beni mobili o immobili il giudice può concedere, per giustificati motivi, una rateizzazione fino a 48 mesi.
12. Conclusione
Ora sai che cos’è l’atto di precetto e come muoverti, sia che tu lo riceva sia che debba farlo notificare. A fare la differenza sono i tempi e la strategia. Raccontami il tuo caso: valuto il precetto ed il titolo, ti indico la via migliore e gestisco online gli adempimenti consentiti. Prenota una consulenza o richiedi un preventivo gratuito.
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